raccolte tra arte, storia e fede

IL CULTORE

Un collezionista appassionato e meticoloso, che nel corso della sua vita ha raccolto materiale di vario genere: il Risorgimento, testimonianze civili sulla Prima Guerra Mondiale, la religiosità, fatti ed eventi capaci di raccontare il XX secolo, la numismatica, il Regno Lombardo-Veneto e molto altro ancora su fede e vita quotidiana.
Ogni oggetto custodisce una storia, ogni immagine un frammento di memoria.
Il Cultore nasce per dare voce a queste raccolte, trasformando una passione personale in un archivio condiviso, dove cultura, storia e spiritualità si incontrano.
Questo portale è stato creato nella convinzione che il collezionismo sia una tipica espressione dei gusti e delle inclinazioni individuali.
I collezionisti formano, di fatto, una comunità virtuale che condivide lo stesso linguaggio, gli stessi interessi e le stesse emozioni. Potrà esserci il collezionista che preferisce godere in solitudine il possesso esclusivo delle proprie rarità, ma la maggioranza ha voglia di condividere e mostrare ad altri, con orgoglio, quanto ha saputo raccogliere. Il collezionista, quindi, promuove e contribuisce all'elaborazione della storia e della cultura.

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COLLEZIONI

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Felice Polanzani incisore

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Felice Francesco Polanzani nacque nel borgo di Noale (Venezia) nel 1712. Non sono certe le informazioni sulla sua formazione artistica. Attorno alla metà del terzo decennio del secolo, fu attivo a Venezia nel campo della produzione cartografica, lavorando per i maggiori editori operanti in laguna. Nel 1745 partì per Roma, dove divenne Maestro d'Intaglio presso l'istituto di San Michele a Ripa. Del 1750 è la sua opera più celebre, il ritratto dell’amico Giambattista Piranesi (1720-1778). Dall’inizio degli anni Settanta l’intaglio di lettere fu l’unico campo in cui si cimentò, lavorando assiduamente per la Calcografia camerale apostolica. Felice Francesco Polanzani morì a Roma dopo il 1780.

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Gesù Bambino

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La scelta di raccogliere alcune immagini devozionali legate al tema di Gesù Bambino nasce essenzialmente dal desiderio di offrire al lettore un momento di suggestione poetica che viene destata dalle atmosfere che tali immaginette racchiudono. Questa esposizione, non vuole essere una raccolta di santini; desidera invece che chi si accosta al materiale trattato sia libero di interpretarlo attraverso la propria sensibilità: il proprio senso artistico e, non per ultimo, la propria memoria. Nell’epoca che stiamo vivendo, così colma di frastuoni e volgarità, può far bene riflettere su immagini che ci parlano di amore: amore per la dolcezza con cui le immagini stesse sono state costruite (a volte manualmente con la pazienza degna degli antichi Miniaturisti); amore per l’argomento trattato: e nello specifico Gesù Bambino attraverso la cui devozione si è sempre voluto dare dignità all’infanzia. Le raffigurazioni presentate sulla nascita di Gesù nella mangiatoia ed altri momenti di vita aiutano soprattutto i bambini che, nell’ammirare la bellezza delle varie immaginette, vengono a conoscere la storia e comprendono i valori cristiani come l’amore, la gentilezza e il perdono sviluppando in loro una base solida per la loro formazione morale. A Natale sono i bambini i veri protagonisti della festa e non a caso ogni adulto collega alcuni dei suoi momenti più magici e felici a tali periodi della propria vita. I Santini, attraverso il loro linguaggio iconografico semplice e comprensibile, hanno svolto in passato un ruolo molto importante in quanto offrivano un clima di formazioni e di educazione (bontà, obbedienza, rispetto dei genitori, amore per la natura e per valori ormai dimenticati) difficilmente riscontrabile in alcun altro mezzo di comunicazione attuale. E’ai bambini ed agli adulti che ancora oggi riescono a provare un’emozione di fronte a queste immagini, che vengono presentate; immagini amorevolmente conservate spesso all’interno dei libri di preghiere così fitti da fare raddoppiare lo spessore delle pagine. Attraverso la creatività e la bellezza di queste vere e proprie forme d’arte e di ingegno viene suscitato l’interesse e la curiosità del visitatore dando l’opportunità di avvicinarsi alla “dimensione Divina”.

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L'Angelo Custode

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Papa Clemente X nel 1670 fissò la data del 2 Ottobre la memoria dei Santi Angeli Custodi. La loro esistenza è un dogma di fede definito più volte in maniera solenne dalla Chiesa. Il termine di “anghelos” deriva dal greco e vuol dire “messaggero”. E’in questo modo gli Angeli appaiono nella Bibbia. Nella storia della salvezza, Dio affida agli Angeli l’incarico di proteggere i patriarchi, i suoi servi e tutto il popolo eletto. La Sacra Scrittura parla di altre missioni esercitate da questi Angeli, come quello di offrire a Dio le nostre preghiere e sacrifici, oppure di accompagnare l’uomo nella via del bene. Secondo la tradizione cristiana, l’Angelo Custode è un puro spirito creato da Dio, assegnato ad ogni persona come protettore e guida invisibile dal concepimento fino alla morte. Custodisce l’anima e il corpo, illumina l’intelletto e intercede per l’uomo accompagnandolo verso la salvezza eterna. Spesso sono raffigurati, come si vede in questa collezione, come custodi dei bambini; sono visti anche come guide costanti e “fratelli maggiori” spirituali. La fede nell’Angelo Custode trasmette la consapevolezza di essere amati, seguiti e mai soli nel proprio percorso di vita. L’Angelo Custode, per molte generazioni di bambini, è stato il primo personaggio incontrato sul proprio cammino di iniziazione alla fede cristiana. Vi era infatti l’usanza, in molte famiglie, di appendere sulla culla una sua immagine a scopo devozionale, oppure collocare, vicino alla porta della camera da letto, piccole acquasantiere riproducenti l’Angelo Custode. I bambini imparavano così a conoscerlo, ad amarlo e ad invocarlo nei momenti di particolare bisogno.

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La Vita di San PIO X

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Pio X nacque a Riese, in provincia di Treviso, il 2 giugno 1835, primo di dieci figli da Giovanni Battista Sarto e Margherita Sanson da una famiglia del popolo (anche questa una particolarità) povera ma non misera (almeno nei primi tempi). Dimostrò subito una spiccata intelligenza che gli fece percorrere con successo la formazione scolastica primaria ed emergere l’opportunità che proseguisse gli studi. Questa mostra celebra San Pio X, il “Papa mite e forte” (Giuseppe Sarto), evidenziando il suo profondo legame con la catechesi, l’Eucarestia e la sua umanità pastorale. Attraverso ritratti coevi e documenti storici, il percorso racconta l’uomo veneto diventato Santo, pontefice tra la tradizione e le sfide del primo Novecento. “instaurare omnia in Cristo”. Con questo motto, San Pio X ha guidato la Chiesa all’inizio del XX secolo, lasciando un’impronta indelebile nella spiritualità cristiana. Questa esposizione intende ripercorrere la figura di Giuseppe Sarto, non solo attraverso le cronache ufficiali del suo pontificato, ma guardando l’uomo: umile, mite, pastorale, profondamente legato alla sua terra veneta. La mostra guida il visitatore alla scoperta del “Papa dell’Eucarestia” e del “Papa della Catechesi”. Attraverso i documenti, gli oggetti e le immagini in mostra, emerge il ritratto di un Santo che ha saputo unire una ferma difesa della fede alla dolcezza pastorale, un uomo che ha posto l’Eucarestia al centro della vita cristiana.

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Collezione di medaglie raffiguranti S.PIO X

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Le medaglie pontificie non sono semplici oggetti devozionali ma veri e propri documenti storici e artistici che sigillano la memoria degli eventi. Questa mostra dedicata a San Pio X, il papa riformatore, offre uno spaccato unico del suo pontificato (1903-1914). Dalla promozione del canto gregoriano alla riforma del catechismo, fino alla fermezza contro il modernismo, ogni medaglia in esposizione racconta una pagina della sua intensa attività. Il metallo prezioso diventa specchio di una fede vissuta, dove l’effige di Giuseppe Sarto, con il suo tratto pastorale e ferreo al contempo – ci restituisce la complessità di una figura che ha guidato la Chiesa con l’umiltà di un parroco e la lungimiranza di un Pontefice dall’inizio del Novecento. Attraverso questa mostra riscopriamo la figura di Pio X, affettuosamente conosciuto anche come “il Papa Santo” nel cuore della devozione popolare. Le medaglie qui esposte non raccontano solo la storia del pontificato ma portano con se l’affetto dei fedeli che hanno visto Giuseppe Sarto un pastore vicino alle anime. Il suo amore per l’Eucarestia, la semplicità delle origini venete e la fermezza nella fede sono impresse in questi piccoli oggetti che, nel corso del Novecento, hanno accompagnato preghiere e pellegrinaggi. Ogni medaglia è un segno di fede, un ricordo prezioso della canonizzazione e un invito a riflettere sulla santità di una vita spesa per Cristo e per la Chiesa.

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Sant' Antonio da Padova

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Il questa mostra su Sant’Antonio di Padova trova vita la storia di immagini sacre dette “Santini” con lo scopo di suscitare al visitatore interesse e curiosità per il loro significato e la loro produzione. Si può affermare che le immagini sacre “santini”, in questi ultimi decenni, sono oggetto di collezionismo e meritano attenzione per la loro funzione e valore. Questi santini di interesse storico, biografico e iconografico oltre che religioso che parlano della vita di Sant’Antonio e prodotti da vari editori, trattano vari tipi di lavorazioni incisorie; incisioni litografiche, siderografiche, cromolitografiche ecc… realizzate su cartoncini o altro tipo di manufatto, che suscitano e testimoniano, per la loro vastità degli esiti, l’immaginario cattolico in rapporto alla figura di Sant’Antonio. Questa mostra tematica dedicata al Santo è suddivisa in vari capitoli che si evolvono parlando principalmente di fatti ed eventi accorsogli durante la sua vita. La documentazione presentata in mostra consente una ricostruzione principalmente storica che inizia dal santino del settecento fino ai giorni nostri e consente al visitatore di ammirare e anche meditare sul materiale esposto, spesso prezioso per l’epoca e per la fattura, in cui le immagini visive e il linguaggio iconografico in esse parlano della pietà popolare tramontata nel tempo. In queste immaginette sono maggiormente rappresentati e raffigurati i capitoli: Il libro che il Santo tiene in mano segno della predicazione dei Vangeli; Il Bambino Gesù, che Sant’Antonio tiene affettuosamente tra le braccia, quale simbolo dell’affettuoso rapporto di Sant’Antonio con i fanciulli del tempo; Il giglio, che sempre l’accompagna, quale simbolo di purezza e castità; I miracoli, che con il suo ministero di taumaturgo salva e grazia molte persone a Lui accorse. Ho riscontrato inoltre che molti di questi santini esposti in mostra esprimono, nelle preghiere in essi presentate un linguaggio nello stile dell’epoca e un monito a chiedere al Santo il Dono dei Doni: l’amore di Dio e il rifiuto della lontananza da Lui con il peccato. Sono state trascritte e tradotte dal retro dell’immaginetta molte preghiere di varie lingue, sono state scritte  Giaculatorie dedicate al Santo e per finire ci sono molti aneddoti sulle immaginette e sulla iconografia dei vari tipi di stampa appostati in Mostra.

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Immaginette con reliquie

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Benvenuti a questa esposizione che unisce due forme profondamente radicate nella pietà popolare: l’immaginetta sacra “o santino” e la reliquia. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero, questa mostra invita a una “sosta contemplativa”; un ritorno a quei piccoli testimoni di carta che per secoli hanno accompagnato la preghiera  quotidiana di milioni di fedeli. Il santino non è mai stato un semplice foglietto di carta stampata ma è stato spesso la prima “catechesi” domestica, il promemoria di una promessa. La presenza della reliquia - ex indumentis (dagli abiti) o ex corpore (dal corpo) – trasforma l’immaginetta in un reliquario portatile. Queste reliquie sono un modo per onorare la memoria di Santi e Beati, esempi di vita cristiana che ci precedono nel cammino verso Dio. Attraverso di esse si legge anche l’affetto del popolo cristiano verso persone amate come Sant’Antonio, Pio X, Santa Teresa ecc…

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Risorgimento Italiano

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 Questa mostra documentaria ripercorre le tappe fondamentali del Risorgimento Italiano, un processo storico, dinamico e in divenire che ha costruito l’identità nazionale tra la fine del Settecento e il 1861. Attraverso cimeli, documenti e testimonianze, l’esposizione racconta gli sforzi collettivi per creare uno Stato unitario e indipendente, riflettendo sui valori ideali ancora attuali. Oltre ai “Padri della Patria” come Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II°, la mostra vuole mettere in luce il contesto umano e ideale che ha mosso le loro azioni.  In un’epoca di continua evoluzione, questa esposizione vuole essere un ponte tra la memoria storica e le nuove generazioni offrendo uno spazio per riflettere sull’importanza di “stare insieme” come Nazione.

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Eschaton

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La mostra "Eschaton" è una esposizione in cui trova vita la natura e la storia di immagini sacre come i luttini o le stampe con lo scopo di suscitare interesse e curiosità per il loro significato e la loro produzione. Immagini varie nello stile, nella forma e nella provenienza che riportano e riproducono un mondo passato: un mondo lontano o meno fino a quando si credeva che l'anima del defunto appena spirava uscisse dalla bocca.
Si può affermare che le immagini sacre "i luttini", in questo ultimo decennio, sono oggetto di collezionismo e meritano ricevere attenzione per la loro funzione e valore. E' da sottolineare come la cultura popolare le consideri delle minute icone che, istituendo un segno di continuità, tra il defunto e la sua comunità, diano significato alla vita in rapporto alla morte. 
Queste tavole riflettono la mentalità d'un tempo, allorquando i predicatori tuonavano dai pulpiti delle chiese o delle piazze per inculcare le verità della fede e scatenarsi contro i vizi e la malavita. Pur di ottenere lo scopo, minacciavano anatemi e castighi dall'alto e lasciavano i ricordi scritti al termine delle "missioni", come fece San Leonardo e tanti altri.  Inoltre, per stimolare i cristiani ad adoperare bene il tempo e la vita, si utilizzavano i vari simboli della morte e l'applicazione di essi nella vita. Infatti vediamo spesso immagini raffiguranti la strada o la ferrovia per il Paradiso o per l'Inferno; oppure la morte del "giusto" tra parenti devoti, il Sacerdote, gli Angeli o altrimenti quella del "peccatore" con attorno al letto demoni di varie forme, serpi e sacchi di denaro rotti mentre l'Angelo si allontana. Queste furono le forme critiche di un tempo che per centinaia di anni hanno fatto parte della nostra catechesi.
E' chiaro che le verità della fede non erano qui ma era comodo e pratico servirsi di queste immagini e queste didascalie. Con ciò non è detto che questi non siano documenti della nostra storia passata; anzi, provocano la nostra ammirazione per il contenuto di inventività, di stile e di catechesi. Perciò il proporre non vuol dire approvare ma eventualmente trasferire queste iconografie nella concezione attuale. 
Il "luttino" è un cartoncino che presenta un ringraziamento per chi ha partecipato alla ricorrenza funebre e porta la foto del defunto con una frase che lo accompagna assieme ad una immagine sacra cara allo stesso. Esso è uno degli elementi che gravida intorno alle tante problematiche riguardanti la morte. E' un modo, usato dai contemporanei, per ricordare il caro estinto; attraverso la riproduzione della sua immagine da vivo si cerca di mantenere un certo tipo di sopravvivenza e un affettuoso ricordo. Oggi la modesta estetica del manufatto "luttino" è tale per cui suscita scarso interesse. Se invece viene osservato con cura, quel brutto rettangolino di carta potrebbe rappresentare, in modo moderno e democratico, ciò che nel passato ha rappresentato per le civiltà: splendide effigi funebri di quel tempo antico.
Oggetto di questa mostra sono i santini da lutto di interesse storico, biografico e iconografico oltre che religioso; è inoltre composta da stampe con varie lavorazioni incisorie: lavorazioni litografiche, siderografiche, cromolitografiche e altro realizzate su cartoncino o altro tipo di manufatto, eseguite da editori italiani o stranieri o da autori privati risultando così unica nel suo genere.
La documentazione presentata consente una ricostruzione principalmente storica che inizia dal santino da lutto -"luttino"- del Settecento fino ai giorni nostri e consente al visitatore di ammirare e meditare sul materiale esposto spesso prezioso per l'epoca e per la fattura in cui le immagini visive e il linguaggio iconografico in esse  parlano della pietà popolare tramontata nel tempo.
L'esposizione propone i primi elaborati del 1798 a cui segue la serie dell'Ottocento con luttini in nero-argento o a colori; vi sono poi quelli stampati in bianco e nero su carta patinata e per ultimo quelli con le prime foto a colori. Un capitolo che solleciterà la curiosità dei visitatori sarà quello che riguarda i personaggi storici: i Papi, i Santi e Beati, i Regnanti, i Poeti e molti altri personaggi illustri. Il collezionista, al quale si deve una ricerca durata molti anni, presenta questa mostra documentaria e campionaria nel suo genere che proprio per la vastità degli esiti testimonia l'immaginario cattolico in rapporto alla figura del defunto. L'insieme di tutte queste immagini ci dà un finale che riassume il denso e misterioso contenuto della mostra "Eschaton - il Giudizio Universale".
L'autore si augura che l'occhio del visitatore e il suo desiderio di conoscere attraverso l'itinerario di tutte queste immagini, possa avvicinarlo all'arte facendone esperienza di essa.

 

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LITANIE LAURETIANE DI P. A. VARIN

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Dopo le famose litanie incise dai fratelli Klauber di Augburg (Germania), altre molto importanti e rare sono le incisioni a bullino realizzate da P. A. Varin, noto incisore francese attivo attorno alla metà del XIX secolo. La serie di litanie che si possono ammirare in mostra è composta da n° 58 Incisioni della grandezza di cm. 9,70 x 16,30.

Queste ed altre opere dell'incisore Varin furono pubblicate da editori dell'epoca, fra cui Camus e Ciappori nel periodo 1849-50.

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MOSTRA SULLA MISERICORDIA DI DIO

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Il Santo padre nella solennità dell’Immacolata Concessione del 8 dicembre 2015 ha indetto il Giubileo Straordinario della Misericordia per rendere più forte ed efficace la testimonianza dei credenti. Per questo Anno Santo, il collezionista ha pensato ad offrire a tutti i visitatori l’opportunità  di compiere uno speciale percorso di fede, attraverso la mostra dal titolo “La Misericordia di Dio“. Il percorso di questa  mostra è sviluppato da immagini che riproducono i seguenti temi: I miracoli di Gesù; Le sette opere di Misericordia Corporali; Le sette opere di Misericordia Spirituali; Le parabole raccontate dagli Evangelisti. Con questa mostra il collezionista si augura che il visitatore, attraverso l’itinerario di tutte queste immagini, possa cogliere il vero significato della Misericordia di Dio e tenti di identificarsi con essa.   

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Campanile di San Marco

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Questa mostra documenta il drammatico crollo del Campanile di San Marco il 14 Luglio 1912 e la sua straordinaria rinascita del “paron de casa”. Attraverso cartoline, fotografie d’epoca e documenti, l’esposizione racconta la resilienza di Venezia, culminata nella ricostruzione “dov’era e com’era” inaugurata nel 1912. Un viaggio tra memoria, disastro e orgoglio cittadino. Fu un evento catastrofico che colpì al cuore la città ma miracolosamente, grazie al preavviso delle prime crepe, non ci furono vittime umane, fatta eccezione per il gatto del custode. Questa mostra vi invita a percorrere quei giorni convulsi dal suono sinistro delle crepe che preannunciavano il disastro alla decisione immediata e unanime della cittadinanza: “dov’era e com’era”. Attraverso una selezione di immagini storiche, testimonianze inedite e studi ingegneristici del tempo, l’esposizione non racconta soltanto la fine del monumento, ma la storia di una rinascita. Immergetevi nel racconto di come Venezia ha saputo trasformare un cumolo di rovine in un nuovo, inossidabile atto d’amore per il proprio futuro.

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Prestiti e buoni patriottici risorgimentali

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Il finanziamento delle iniziative promosse soprattutto dai grandi del Risorgimento Nazionale, Mazzini e Garibaldi, o da associazioni patriottiche in loro nome, in tutte le regioni dove più sentito e manifestato il movimento politico unitario, dette luogo al rilascio di ricevute o "buoni" rappresentativi dei contributi raccolti. Questi documenti si presentano in più dei casi con forme grafiche di intenzionale attrazione, per farsi messaggeri della propaganda rivolta alla divulgazione del sentimento di unità nazionale. Si diffusero nell'ombra di accurata segretezza nei territori governati dall'Austria in quanto il loro scoperto possesso fu assunto a prova di partecipazione sovversiva tanto da essere punito con pene capitali. Proprio episodi di martirio diedero a queste carte un valore simbolico ben più alto di quello espresso in moneta commisurato all’ammontare dell’apporto finanziario prestato. I valori iscritti sono inseriti in modelli chiaramente imitanti i biglietti monetari emessi da varie associazioni patriottiche che pur privi di valore monetario stimolarono l’interesse del popolo e fatto sì che esso partecipasse alle varie iniziative Risorgimentali. Tutto ciò ha dato a loro una valenza psicologica. A questi buoni risorgimentali sogliono accodarsi i buoni emessi in tempi successivi a fronte di occasionali contribuzioni di analoga natura nei periodi della prima e seconda guerra mondiale fino alla costituzione della Repubblica Italiana.

 

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Cartamoneta Austriaca per il Regno Lombardo Veneto

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   Benvenuti a questa esposizione dedicata ad un capitolo affascinante e spesso trascurato della nostra storia monetaria: la carta moneta del Regno Lombardo Veneto. Questo periodo compreso tra la fine dell’era Napoleonica e le guerre d’indipendenza (1815-1866) ha visto la convivenza di due anime – quella milanese e quella veneziana – sotto l’egida asburgica. I biglietti in mostra non sono semplici strumenti di scambio ma documenti storici di eccezionale valore. Questa mostra invita il visitatore a guardare oltre il valore nominale, per scoprire la storia che si cela dietro ogni banconota: le storie dei commercianti, dei viaggiatori e dei cittadini che hanno maneggiato queste carte in un’epoca di profonde trasformazioni. Si può dire che attraverso rari biglietti di banca è possibile esplorare l’evoluzione economica, grafica e storica di un periodo cruciale dove la valuta non era solo scambio ma identità e potere.

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Cartamoneta di occupazione

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LA CARTAMONETA EMESSA PER LE NOSTRE ZONE DI OCCUPAZIONE
La Cartamoneta non è mai un semplice mezzo di scambio. Essa è lo specchio della sovranità, sigillo di un potere politico e testimonianza tangibile della storia economica di una Nazione. Tuttavia, in momenti di crisi profonda, di conflitto e di occupazione, la moneta cambia natura, diventando uno strumento di controllo, una “moneta di necessità” e un documento inequivocabile della violenza esercitata su un territorio. La mostra che qui viene presentata ”La cartamoneta emessa per le nostre zone di occupazione”, propone un viaggio attraverso le varie emissioni monetarie per le nostre zone di occupazione nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Questi pezzi di carta, spesso poveri nel supporto ma ricchissimi di significato storico, raccontano una storia di sospensione della sovranità locale. Attraverso i documenti esposti il visitatore potrà osservare l’imposizione delle cosiddette “banconote d’occupazione”. Questi reperti ci parlano di infrazione, di razionamento; sono testimoni silenziosi ma eloquenti di come l’occupante cerchi di legittimare la propria presenza drenando risorse, imponendo il proprio cambio e sostituendo i simboli identitari della Nazione occupata. Questa mostra non tratta soltanto di numismatica ma è un percorso didattico mnemonico che offre uno spaccato crudo della vita quotidiana sotto l’occupazione, dove la moneta diventa un simbolo tangibile della perdita della libertà.

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Cartamoneta Italiana

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Questa mostra offre un viaggio affascinante attraverso l’evoluzione della cartamoneta Italiana, dalle prime emissioni della Banca d’Italia fino all’evento dell’Euro. Attraverso banconote rare e documenti storici, l’esposizione racconta la storia economica, sociale e artistica dell’Italia, evidenziando il passaggio dei biglietti emessi dalla Banca d’Italia. La cartamoneta non è semplice carta filigranata; è lo specchio della storia di una nazione, un documento che narra le sue fasi, le sue riprese, il suo volto artistico iconografico e la sua evoluzione politica. Questa mostra propone un itinerario cronologico ed estetico attraverso il denaro circolato in Italia, fino alla solida stabilità della moneta unica europea. Visitare questa mostra significa ripercorrere le tappe fondamentali del nostro Paese; dalle banconote del Novecento, veri e propri capolavori di incisioni spesso legati alle figure del Risorgimento, fino al boom economico rappresentato dalle iconiche banconote che hanno accompagnato la lire per decenni con i ritratti di artisti, scienziati e vedute paesaggistiche che hanno definito l’identità visiva Italiana. L’obbiettivo è portare lo spettatore altre la mera funzione di scambio del denaro, valorizzando la cartamoneta come bene culturale. Attraverso rarità collezionistiche, la mostra illustra le tecniche di sicurezza, la bellezza dei bozzetti e la narrazione storica che ogni biglietto porta con se, offrendo uno spaccato unico della nostra identità economica e artistica.

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Satire e vignette umoristiche risorgimentali

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Il Risorgimento Italiano non è stato solo il frutto di battaglie campali, cospirazioni silenziose e discorsi solenni; è stato anche e soprattutto, nell’immaginario collettivo dell’epoca, una feroce, arguta e spesso dissacrante battaglia di immagini. Questa mostra di “satire e vignette umoristiche” invita a riscoprire il volto più ironico e pungente dell’unificazione nazionale, attraverso le vignette e i giornali satirici che infiammarono le piazze e i salotti del XIX° secolo. 
Lungi da essere mero intrattenimento, la satira risorgimentale fu una vera e propria arma politica. In un’Italia ancora gran parte analfabeta, la caricatura, diffusa attraverso fogli volanti e giornali satirici ebbe il potere di semplificare concetti complessi, sbeffeggiare i potenti e unire il popolo attorno all’ideale risorgimentale. Il nemico straniero, ad esempio “Radetzky, veniva ridicolizzato, i sovrani assoluti spogliati dalla loro autorità e gli eroi del nostro Risorgimento – da Garibaldi a Cvour e Vittorio Emanuele II° con Pio IX° - umanizzati, talvolta bonariamente criticati. Visitare questa mostra significa immergersi nel clima vibrante e polemico degli anni che vanno dal 1848 fino al completamento dell’unità d’Italia. Invitiamo il visitatore a non limitarsi a osservare, ma a “leggere” queste vignette, cogliendone i riferimenti storici e l’acutezza politica, scoprendo così che, ieri come oggi, la satira è una forma alta di libertà e un termometro infallibile del sentire di una Nazione.

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DAL FASCISMO ALLA REPUBBLICA

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Questa esposizione documentaria invita ad un viaggio nel cuore del Novecento Italiano, un percorso complesso e sofferto che attraversa la fine dello stato liberale, l’installazione della dittatura fascista, il dramma della guerra e della Resistenza, fino alla nascita della Repubblica e all’approvazione della Carta Costituzionale. Attraverso manifesti, cartoline, fotografie, diari e oggetti d’antiquariato, la mostra si propone di restituire non solo la storia “dei grandi eventi” ma anche quella vissuta sula pelle dei cittadini. Il percorso espositivo intende documentare il ventennio fascista non solo nella sua celebrazione scenografica ma, attraverso la pervasività della propaganda, la censura e la bonifica dei libri di testo fino alla rovinosa svolta bellica. L’ultima parte narra il crollo del regime, la tragedia del conflitto e la Resistenza, periodo che ha visto le carte del C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) intrecciarsi con il vissuto quotidiano fatto di paure, privazioni e lotta per la libertà. Infine, l’approdo alla Repubblica: il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e l’Assemblea Costituente, dove voci politiche diverse hanno saputo costruire, nel segno dell’antifascismo, il pilastro fondamentale della nostra democrazia.

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Letterine di Natale

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Questa mostra non raccoglie semplici frammenti di carta, ma le voci silenziose di generazioni di bambini. Attraverso queste letterine, spesso scritte sotto la guida attenta di maestre e genitori, riscopriamo un’Italia che cambia. Dalle grafie incerte del primo Novecento, cariche di promesse di obbedienza e buoni propositi, ai desideri più moderni del boom economico, ogni foglio è un documento prezioso. Le letterine esposte ci parlano di alfabetizzazione, di cultura materiale e di un modo antico di intendere il legame tra infanzia e famiglia, offrendoci una lente unica per osservare come siamo diventati ciò che siamo oggi. Chi di noi non ha mai provato l’emozione di far scorrere la penna su un foglio bianco, cercando di convincere Babbo Natale (o i propri genitori) di essere stato abbastanza buono?  Ogni letterina qui esposta è un desiderio catturato nel tempo, un piccolo ponte sospeso tra mondo il reale e quello dei sogni che, per una notte all’anno, abbiamo creduto potessero incontrarsi. In questa mostra, la letterina diventa espressione di creatività e riflessione. Accanto a questi documenti storici, troviamo la fantasia dei bambini di oggi, che si ricordano come, nonostante il passare dei decenni e l’avvento del digitale, il gesto di scrivere al Natale resti un atto di fiducia nel futuro e nella bellezza della condivisione.

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SCAPOLARI

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Lo scapolare, termine derivato dal latino scapola (spalla o scapole), originariamente era uno stretto mantello che copriva solo le spalle ed una certa parte del braccio scendendo in lunghezze diverse davanti e dietro la persona. Tenuto aderente al corpo da una cinghia o cordone, permetteva libertà di movimento. Fu adottato come sopraveste monacale dagli antichi monaci  d’Egitto e da comunità medioevali, specialmente Carmelitani e Antoniani. Oggi lo Scapolare è un oggetto religioso formato da due quadrati di stoffa uniti da due nastri. Fra i più antichi ci sono quelli Carmelitani a cui ci si sono aggiunti quelli Francescani e successivamente molti altri, oggi meno usati oppure in completo disuso. Gli Scapolari hanno la funzione di proteggere le persone da ogni tipo di male; chi lo indossa però deve seguire una determinata regola di vita e compiere ogni giorno o periodicamente esercizi di pietà e di devozione uniti a volte a pratiche penitenziali (digiuni, vigilie, ecc...). L’uso dello Scapolare implica una scelta di vita ed una partecipazione personale a determinate istituzioni. Questo, non è necessario per l’uso di medaglie, ad eccezione della “Medaglia miracolosa” a cui sono legate determinate promesse alla Madonna che esigono un certo comportamento di vita. Per motivi di igiene oggigiorno la Santa Sede permette di sostituire lo Scapolare di stoffa con medaglie che ricevono una benedizione specifica, naturalmente ciò comporta gli stessi doveri ed ha lo stesso valore come fosse lo Scapolare. Occorre infine sapere che, mentre per indossare una medaglia non è richiesto alcun rito speciale e non è neppure necessaria  la benedizione del Sacerdote, per indossare lo Scapolare bisogna fare domanda all’ordine ove viene benedetto ed imposto con un piccolo rituale prescritto dall’ordine stesso.

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I Reliquiari

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Il reliquiario è l’oggetto prescelto a custodire e conservare le reliquie dei Santi, o della Vergine, o della croce spesso arricchito da ornamenti di notevole pregio intrinseco ed artistico. Già nell’alto Medioevo vi erano reliquiari in oro, in argento, in materiali diversi, in cristallo, in avorio, in stoffa, in legno, ecc. I più antichi reliquiari servirono per tenere particelle della Croce o terra dei luoghi santi o reliquie di ossa di martiri e venivano collocati sotto gli altari. Nella tradizione cristiana la reliquia è ciò che resta di un corpo umano, oppure degli oggetti che furono in contatto con una persona venerata come santa e che ne hanno assorbito in un certo qual modo le virtù. Alle origini i reliquiari erano accompagnati da un apposito documento rilasciato da un’autorità ecclesiastica che  garantiva l’autenticità della reliquia. Il culto e la venerazione di questi oggetti sono oggi disciplinati dalla Chiesa con codici e decreti emessi dalla Congregazione dei riti. E’ tollerato il culto privato di una reliquia di Santi o Beati morti in fama di santità, mentre l’ammissione al culto pubblico richiede sempre l’intervento dell’autorità ecclesiastica. Ai nostri giorni questi oggetti sono poco conosciuti e sono di difficile reperimento essendo gli stessi passati in disuso.

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Placchette Devozionali

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 Diversamente dalle medaglie, le placchette sono stampate solo su una faccia e non sono quasi mai oggetti a sé stanti, ma venivano utilizzate come ornamento, ad esempio: inserite nelle rilegature dei libri, oppure su astucci tascabili o su quadretti devozionali. La maggior parte di esse è stata realizzata con materiali metallici, ma se ne possono trovare anche in madreperla oppure in materiali ossei. Su molte di esse si notano dei fori che permettevano di poterle cucire o chiodare su un qualsiasi supporto. In mancanza di fori, i mezzi più usati per applicarle al supporto erano la pece a caldo o altri tipi di collanti.

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EX-VOTO e P.G.R. (per grazia ricevuta)

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 L’ex-voto, di norma, è un’offerta concreta e tangibile fatta a Dio; ricorda ai fedeli che la Madonna ed i Santi possono intervenire o sono intervenuti in situazioni di bisogno e/o necessità particolari. Qualsiasi oggetto può diventare ex-voto, tuttavia fra quelli più diffusi vi sono le tavolette votive, i cuori ed altre strane raffigurazioni lavorate soprattutto in argento. Le tavolette dipinte raffigurano una preghiera esaudita, tradotta in immagine dell’evento accaduto (incidenti vari, guarigioni da malattie, ecc.), l’intervento divino della Madonna o dei Santi ed una breve didascalia. Questo ultimo elemento indica il momento preciso in cui si è verificata la grazia. Molte delle persone graziate, anziché donare l’ex-voto, per dimostrare la loro riconoscenza preferiscono fare un’offerta in denaro. L’ex-voto, di norma viene offerto ad un santuario dopo aver ottenuto la grazia, “il miracolo”. Per chiedere ed ottenere questo intervento divino viene indicato un procedimento devozionale particolare e molte volte diverso da santuario a santuario: 1°) innanzitutto avere molta fiducia in Dio, specialmente quando la speranza nei mezzi umani viene meno; 2°) ogni domanda di grazia deve poggiare su Gesù Eucaristico, fonte di grazie e di ogni benedizione,e sull’intercessione valida ed efficace di Maria o di un Santo; 3°) raccomandarsi alla Vergine con una novena o triduo, o con altre pratiche di esercizi devozionali. Gli ex-voto costituiscono un elemento di arredo caratteristico dei santuari; se un santuario ne è privo vuol dire che è poco frequentato e non vissuto dalla gente.

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I Sacri Misteri

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“Piccole carte, grandi Misteri”. Così potrebbe definirsi la raccolta che oggi presentiamo. Questa mostra non offre capolavori d’arte monumentale, ma celebra la grandezza del sacro attraverso la sua forma più intima e popolare: l’immaginetta devozionale. Per secoli, il “santino” è stato più di un semplice promemoria cartaceo. E’ stato il veicolo della fede per eccellenza, la teologia visuale che entrava nelle case, nei libri di preghiera, nelle tasche dei fedeli. I Sacri Misteri – l’incarnazione, la Passione, la Resurrezione, i momenti salienti della vita di Cristo e della Vergine – si sono considerati in poche centimetri di carta, incisioni, cromolitografie e merletti preziosi. In questa esposizione, le immaginette dialogano tra loro, raccontando come la pietà popolare abbia immaginato, venerato e sentito vicini i misteri della salvezza. Osservare queste testimonianze significa immergersi in un tempo in cui l’immagine sacra serviva a “istruire, ricordare, meditare e trarne frutti”. Ogni pezzo racconta una storia di devozione personale, di meditazione silenziosa, di un legame tra l’infinitamente grande del divino e l’infinitamente piccolo della nostra umanità. Attraverso questa selezione, invitiamo il visitatore non solo ad ammirare la raffinatezza tecnica di stampe spesso rare,  ma a ripercorrere un cammino di fede che attraversa il tempo, riscoprendo la bellezza che si nasconde nei dettagli e la potenza spirituale di un’arte che, nella sua umiltà, rende presente il Sacro.

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CARTOFILIA NUMISMATICA

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La cartofilia è il collezionismo di cartoline illustrate. Nato a fine Ottocento e diffuso come hobby  trasforma semplici cartoncini in documenti storici, artistici e di costume. La cartofilia, talvolta definita anche “deltiologia”, consiste nella raccolta e studio delle cartoline illustrate. Ogni cartolina cattura momenti, luoghi e costumi di un’epoca passata, rendendola oggetto di alto valore d’antiquariato. Visibile in questa raccolta è che esistono vari ambiti di oggetto di queste cartoline. Qui è possibile notare come, in relazione al tema o al soggetto (esempio: Tanti Auguri di Buon Matrimonio, Saluti o buona fortuna ecc..), la loro provenienza sia un elemento identificativo. Negli ultimi anni si è visto una rinascita della cartofilia poiché i collezionisti hanno reso possibile la sua evoluzione da passatempo a vero e proprio interesse storiografico. La presente raccolta di cartoline, in cui si manifesta il tema del denaro, sono state progettate specificatamente per fare gli Auguri e spesso chiamate “biglietti porta soldi”, e sono molto diffuse all’estero soprattutto  nei periodi Natale  e di Capodanno. Raffigurando il denaro, monete o simboli di ricchezza come nel caso di queste cartoline portafortuna, sono un Augurio di prosperità, abbondanza e successo economico per il futuro. Queste sono adatte per molteplici occasioni , usanza praticata in varie parti del mondo. In sintesi, uniscono la praticità del regalo in contanti alla tradizione di un pensiero gentile e degli auguri scritti.

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CARTAMONETA ITALIANA CON ERRORI DI STAMPA

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La cartamoneta non è solo un mezzo di scambio; è uno specchio tecnologico, storico e artistico di una nazione. La cartamoneta è una definizione, il simbolo dell’ordine e della precisione. Ogni biglietto che portiamo nel portafoglio è il risultato di una complessa coreografia tecnologica e burocratica, dove la perfezione grafica funge da garante del valore economico e della sicurezza dello Stato. Ma cosa accade quando questo meccanismo si incrina? Questa mostra nasce per esplorare il “rovescio della medaglia” – o meglio del biglietto. Attraverso una selezione accurata di esemplari della cartamoneta italiana, il percorso espositivo ci conduce in un viaggio tra decentramenti, pieghe di stampa, mancanze di colore e numeri di serie errati. Quelli che per l’istituto Poligrafico dello Stato erano scarti da distruggere, sono diventati per il collezionismo e la numismatica tesori di rara bellezza e testimonianze uniche del processo industriale. Un errore trasforma un oggetto seriale in un pezzo unico, in un’epoca di produzione di massa, la banconota “sbagliata” rompe l’uniformità, raccontando una storia fatta di uomini, macchine e casualità. Questi biglietti, sfuggiti miracolosamente ai rigidi controlli di qualità e finiti per errore nelle mani dei cittadini, rappresentano piccole ribellioni estetiche alla rigida geometria della filigrana. Dalle prime emissioni del Regno d’Italia alle ultime e iconiche Lire della Repubblica, la mostra non celebra solo la rarità numismatica, ma invita il visitatore ad osservare con occhio nuovo  ciò che è quotidiano.  L’errore non è qui visto come un difetto, ma come una lente d’ingrandimento che svela la complessità tecnica dietro ogni tratto d’inchiostro.

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Auguri con Cartoline di Buon Natale

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Benvenuti in un viaggio che attraversa il tempo, lo spazio e i sentimenti. Questa mostra nasce dal desiderio di riscoprire un sito che oggi appare quasi magico nella sua semplicità: l’invio di una cartolina con Auguri di Buon Natale.
In un’epoca dominata dall’istantaneità digitale, queste piccole opere d’arte su carta ci ricordano che il Natale è, prima di tutto, un momento di connessione. Ogni cartolina esposta racconta due storie: quella dell’artista che l’ha illustrata – passando dallo stile raffinato della Belle Epoque alle grafiche vivaci del boom economico – e quella di chi l’ha tenuta tra le mani, scrivendo a penna un pensiero per una persona cara.
Attraverso questa selezione di rarità e pezzi d’epoca, potrete osservare come l’iconografia del Natale si sia evoluta. Troverete i paesaggi innevati che evocano il silenzio delle montagne, i simboli sacri della Natività, ma anche i volti sorridenti di bambini, giocattoli d’altri tempi e Babbo Natale che hanno cambiato veste decennio dopo decennio.
Ma non fermatevi solo alle immagini. Vi invitiamo a immaginare il viaggio di questi cartoncini: il suono della cassetta delle lettere, l’attesa del postino, l’emozione di veder apparire il proprio nome sulla busta. Queste cartoline non sono solo oggetti da collezione; sono frammenti di memoria collettiva che custodiscono il calore di milioni di “Buon Natale” scambiati attraverso i confini. Vi auguriamo di trovare, tra questi colori e queste grafiche, lo stesso stupore che provavamo da bambini e riscoprire la bellezza di un Augurio che si può toccare con mano.

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il collezionismo: tra passione, investimento e storia

Il collezionismo non è solo un passatempo: è un modo di pensare, una forma di guardare il mondo, una lente attraverso cui osservare il tempo, la memoria e il valore. Da secoli l’essere umano raccoglie oggetti — non solo per possederli, ma per studiarli, conservarli e raccontarli. Dietro una collezione si nasconde sempre una storia personale e, molto spesso, un intreccio con la grande Storia. Ogni oggetto raccolto non è soltanto un testimone del passato, ma anche uno specchio del presente: del gusto di chi lo sceglie, del mercato che lo muove e del valore che gli viene attribuito.

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glossario del collezionista

Dizionarietto: per una terminologia convenzionale

 è un insieme di glossari tecnici e terminologie specifiche essenziali per identificare, valutare e scambiare oggetti d'arte, antiquariato, numismatica, filatelia e collezionismo vario . Questi strumenti definiscono lo stato di conservazione, l'autenticità e le caratteristiche uniche dei pezzi

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cenni storici sul collezionismo

Il fenomeno del collezionismo si manifestò per la prima volta nel mondo occidentale in epoca romana; i generali romani, come Pompeo e Cesare, tenevano in gran conto le loro collezioni, composte da prestigiosi trofei di vittoria e bottini di guerra, che era uso comune esporre in pubblico e che favorirono il diffondersi di un gusto privato. Oggi il collezionismo è un hobby che consiste nella raccolta di oggetti di una particolare categoria. L’insieme di oggetti raccolti viene chiamato collezione. Le collezioni sono spesso ben organizzate, catalogate e attrattivamente esposte.

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